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Open Access o del futuro della comunicazione scientifica. (Italian)
Bollettino AIB 2006 46 (4)313-315 Abstract: Ogni teoria è costruzione di senso rispetto a un accumulo di fatti ed esperienze che premono per ottenere sintesi e valore generalizzabili, e ha tante più possibilità di affermarsi quanto maggiore è la sua aderenza a bisogni diffusi, la sua capacità di suscitare domande e fornire risposte, calandosi nello stato di cose esistente per contribuire a trasformarlo. Da questo punto di vista, la vicenda dell'Open Access è esemplare. L'accesso aperto ai risultati dell'attività scientifica nasce come modello innovativo di comunicazione, basato sull'uso delle tecnologie informatiche e telematiche, e caratterizzato dal fatto che l'autore può depositare direttamente il proprio contributo in uno spazio della rete accessibile a tutti. Tale modello è stato sviluppato per la prima volta nel 1991, prima ancora della diffusione del World Wide Web, all'interno di comunità di studiosi – come quella dei fisici – particolarmente interessate (e abituate) a rendere reciprocamente visibili e a commentare i rispettivi lavori, in tempi decisamente più brevi di quelli della pubblicazione ufficiale; poi è stato adottato allo stesso scopo da altre comunità di ricercatori e in anni recenti va affermandosi e strutturandosi non solo come insieme di protocolli e standard per l'interoperabilità e la condivisione degli archivi disseminati nel mondo, ma anche come modello di diffusione democratica della conoscenza e come fattore di crescita sociale. In altre parole, oltre che denotare un insieme di metodi e tecniche in continua evoluzione per facilitare la comunicazione e lo scambio tra ricercatori, l'Open Access è divenuto il paradigma internazionale di un principio: quello del diritto di accesso alla letteratura scientifica, a sostegno del quale si è sviluppata un'ampia campagna di pressione e sensibilizzazione che vede i bibliotecari di università e centri di ricerca in prima fila.
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updated: 2008-04-12 04:02:32 DoIS team
Italian DoIS