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Home >> Journals List >> Bollettino AIB: Rivista italiana di biblioteconomia e scienze dell'informazione >> Diritto di lettura: l'esperienza della biblioteca carceraria

Diritto di lettura: l'esperienza della biblioteca carceraria

ELENA DE CAROLIS
    elenadeca@usa.net
    (Pesaro)
 

 

Bollettino AIB: Rivista italiana di biblioteconomia e scienze dell'informazione ( web site) 2000 40 (3)347-362 in italian language / 363 in english language
(ReLIS:aib:bolaib:v:40:y:2000:i:3:p:347)

Abstract:

ABSTRACT ITALIANO. [english abstract available below]: È la legge del 26 luglio 1975, n. 354, a stabilire che negli istituti di pena debba funzionare una biblioteca dotata di libri e di periodici. Per la gestione del servizio, le norme prevedono la partecipazione di rappresentanti dei detenuti e la collaborazione degli educatori, senza ulteriori indicazioni sui modi di finanziamento, il personale, gli orari, gli arredi; nell'ambito della formazione culturale e professionale è favorito «l'accesso alle pubblicazioni contenute nella biblioteca, con piena libertà di scelta delle letture». Fin qui arriva la legge, vago e lacunoso ma importante punto di partenza. Nei fatti la realtà penitenziaria italiana conosce solo rari esempi di servizio bibliotecario; abbondano invece le situazioni precarie, costituite da locali angusti, accozzaglie di libri arrivati per lo più per dono, mancanza di cataloghi organici e funzionali, difficoltà di accesso alle raccolte. La consapevolezza della biblioteca come servizio di informazione essenziale per i cittadini è acquisizione piuttosto recente per la realtà italiana e il ritardo accumulato ha provocato ripercussioni ancora più forti per chi risiede all'interno delle istituzioni carcerarie. Negli ultimi anni in ambito professionale internazionale si sono moltiplicati gli interventi, le discussioni e le pubblicazioni in materia di biblioteche carcerarie, con particolare interesse per la redazione di linee guida e standard di qualità. Nella realtà si incontrano spesso biblioteche caratterizzate dall'isolamento, sia nei confronti della vita carceraria sia del mondo esterno. Un antidoto a questo pericolo è costituito dalla presenza di bibliotecari qualificati e dalla collaborazione con le autorità istituzionali del penitenziario, la comunità professionale e le strutture bibliotecarie del territorio. Il riconoscimento del ruolo strategico che può esercitare la biblioteca pubblica locale in questo ambito è la strada praticata con successo in altri paesi europei. Non a caso, le esperienze più riuscite in Italia scaturiscono dall'iniziativa di un'istituzione pubblica locale - comune o provincia - che cerca e trova la collaborazione di enti di carattere regionale e/o ministeriale. La situazione italiana presenta un quadro poco confortante, per quanto costellato da alcune iniziative particolarmente vivaci e interessanti. Non è un caso se le esperienze più significative che riscontriamo in Italia si collocano in città caratterizzate da una forte tradizione bibliotecaria e dall'orientamento al servizio civico, come Torino, Milano e Ravenna. L'Istituto di biblioteconomia e bibliografia dell'Università statale di Milano si è occupato di un censimento delle biblioteche presenti nelle carceri italiane. Su proposta di Giorgio Montecchi, dell'Università statale di Milano, sta prendendo corpo l'idea di costituire una associazione delle biblioteche carcerarie (ABC) per concertare un'azione comune e mettere le basi per il miglioramento dei servizi bibliotecari offerti ai detenuti. ENGLISH ABSTRACT. The law no. 354 of July 26th 1975 states that Italian penal institutions should have a library providing books and journals to prisoners. For the management of the service, the rules foresee the participation of representatives of the prisoners and the collaboration of the educators, without any further indications on financing, staff, opening time and facilities; «access to the publications contained in the library, with full freedom of choice of reading» is encouraged within the area of cultural and professional education. This is as far as the law goes: vague and sketchy but an important starting point. In fact the Italian penitentiary situation has only rare examples of library services; there is, however, an abundance of precarious services, in limited premises, with jumbles of books that have arrived mostly as gifts, lack of organic and functional catalogues, difficulty of access to the collections. The awareness of a library as an essential information service for the citizens is quite a recent acquisition within Italy and the accumulated delay has caused even stronger repercussions for those who reside in penal institutions. In the international professional sphere, recent years have seen a multiplication of interventions, discussions and publications on the subject of prison libraries, with particular interest for the drafting of guidelines and quality standards. In fact there are often cases of libraries that are characterized by their isolation, both with regard to prison life and to the outside world. An antidote to this danger is the presence of qualified librarians and collaboration with the institutional authorities of the penitentiary, the professional community and the local library services. The recognition of the strategic role that a local public library can exercise in this area is the path chosen with success in other European countries. It is not by chance that the most successful experiences in Italy derive from the initiative of a local public institution - municipality or province - that seeks and finds the collaboration of bodies of a regional and/or national character. The Italian situation does not present a particularly comforting picture, although studded with some particularly vivacious and interesting initiatives. It is not by chance that the most significant experiences that we find in Italy are located in cities characterized by a strong library tradition and by a marked tendency towards public service, such as Turin, Milan and Ravenna. The Istituto di biblioteconomia e bibliografia of the State University of Milan has carried out a census of the libraries present in Italian prisons. Giorgio Montecchi, of the University of Milan, has proposed the idea of forming an association of prison libraries in order to arrange a common action and lay the bases for improving the library services offered to prison inmates.


Pages: 347-362 in italian language / 363 in english language
Volume: 40
Year: 2000
Issue: 3

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Last updated: 2008-05-23 04:02:23 DoIS team
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