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Conservazione di risorse digitali: quali sfide?
Bollettino AIB: Rivista italiana di biblioteconomia e scienze dell'informazione (
web site) 1999 39 (3)289-300 in italian language / 301-302 in english language Abstract: ABSTRACT ITALIANO. [english abstract available below]: Il ruolo e l'utilità delle risorse digitali sono oggetto di riflessioni e studi sempre più numerosi ed approfonditi; tuttavia oggetto di tali indagini sono molto spesso gli aspetti legati all'incremento delle possibilità di accesso e diffusione dell'informazione, o, tutt'al più, viene posto l'accento sui vantaggi apportati dalla digitalizzazione nel campo della conservazione di quelle raccolte di documenti che sono a rischio sia per la precarietà del proprio supporto sia per il loro valore intrinseco. Viene al contrario scarsamente posto in rilievo che in questo settore esiste un problema di conservazione che $egrave; caratterizzato da un tasso estremamente alto di obsolescenza dei documenti elettronici e che, dall'altro lato, la digitalizzazione delle raccolte non costituisce, presa da sola, una strategia di conservazione che, al momento attuale, consenta ai bibliotecari di dormire tra due cuscini. L'articolo intende sia delineare un quadro delle possibilità e dei limiti offerti dalla digitalizzazione a scopo di conservazione, sia, sulla falsariga delle linee guida contenute nell'autorevole rapporto della Task Force on Archiving of Digital Information, focalizzare l'attenzione su quelle che sono considerate attualmente le strategie valide per la conservazione dell'accesso a lungo termine all'informazione elettronica, e in particolar modo sul concetto di migrazione dei dati. A questo scopo è necessario sia definire preliminarmente quale siano le caratteristiche dell'informazione digitale oggetto di conservazione a lungo termine sia cosa si debba intendere per archivio digitale e in cosa quest'ultimo differisca da una biblioteca digitale. Viene posto in rilievo come il concetto di integrità dell'informazione oggetto di conservazione e quello di responsabilità e di funzione di salvaguardia attiva della permanenza dell'accesso, da parte degli archivi digitali, siano essenziali per la funzione di conservazione. Solo alcuni brevi cenni vengono dedicati alla necessità da più parti sentita di un approccio coordinato alla creazione di metadati funzionali non solamente allo sviluppo di una funzione di ricerca "raffinata", ma anche di una strategia di conservazione a lungo termine. I linguaggi di marcatura quali l'SGML e l'XML sono un altro possibile orizzonte per la soluzione dei problemi legati alla conservazione delle risorse digitali in forza proprio delle loro caratteristiche peculiari: la standardizzazione, elasticità, efficienza e riusabilità, e il non essere in formato proprietario. Particolarmente indicati per la conversione digitale di documenti testuali nei quali la rilevanza e complessità del contenuto informativo raccomandi la scelta di uno strumento che consenta una ricerca raffinata, essi sembrano mostrare un alto grado di efficienza anche per quanto riguarda l'archiviazione e l'accesso a lungo termine. Passando poi a considerare la conservazione a lungo termine degli archivi di immagini digitali, l'articolo presenta quella che, con ogni probabilità, verrà considerata nel prossimo decennio la strategia preferenziale per la conservazione: si tratta dell'hybrid approach, basato sulla produzione sia di immagini digitali per le necessità di accesso, sia di master su microfilm per le esigenze della conservazione. Vengono riportati i risultati di due progetti, portati avanti rispettivamente dall'Università di Yale e da quella di Cornell, che esplorano possibilità e risultati di due diverse strategie, basate l'una sulla creazione di immagini digitali a partire da microfilm e l'altra sulla produzione di computer output microfilm da immagini digitali ad alta risoluzione. ENGLISH ABSTRACT. The role and usefulness of digital resources are the object of increasingly numerous and detailed reflections and studies; nonetheless, such studies all too often concentrate on the aspects related to the increase in the possibilities of information access and diffusion, or, at best, emphasise the advantages of digitalisation for the conservation of those collections of documents which are at risk as a result of both the precariousness of their own media and their intrinsic value. However, it is rarely pointed out that this sector faces a problem of conservation characterised by electronic documents' high rate of obsolescence and that, furthermore, the digitalisation of the collections is not, in itself, a conservation strategy which, at present, allows librarians to sleep soundly. The article outlines the possibilities and limits offered by digitalisation for conservation purposes, and, along the guidelines of the authoritative Report of the Task Force on Archiving of Digital Information, focuses attention on what are currently considered the valid strategies for the conservation of long-term access to electronic information, and in particular on the concept of data migration. To this end, it is necessary to both firstly define the characteristics of the digital information subject to long-term conservation and what one means by digital archive and how the latter differs from a digital library. It should be pointed out that the concept of the integrity of the information to be conserved and that of responsibility for, and of actively ensuring permanent access to the digital archives, are essential to the conservation function. The paper mentions the need felt by several parties for a co-ordinated approach to the creation of metadata functional not only to the development of a "refined" search function, but also of a long-term conservation strategy. Mark-up languages such as SGML and XML are another possible horizon for the solution of problems related to digital resource conservation precisely because of their specific characteristics: standardisation, flexibility, efficiency and re-useability, and their non-proprietary format: particularly indicated for the digital conversion of text documents where the importance and complexity of the informational content advises the choice of an instrument which allows a refined search, they would also appear to have a high level of efficiency as regards archiving and long-term access. On the long-term conservation of digital-image archives, the article presents what will, in all probability, be deemed in the forthcoming decade as the preferred strategy for conservation: namely the "hybrid approach", based on the production of both digital images for access needs and of microfilm masters for conservation needs. The article then gives the results of two projects carried out by Yale and Cornell University respectively, which explore the possibilities and results of two different strategies: one based on the creation of digital images from microfilm, the other on the production of computer output microfilm from high-resolution digital images.
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updated: 2008-04-12 04:02:32 DoIS team
Italian DoIS